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Connessione alla rete

Allaccio fotovoltaico: la pratica la gestiamo noi

L'impianto è montato, i pannelli ci sono, ma finché non è connesso alla rete non vale niente. Prepariamo e seguiamo la domanda al gestore di rete fino all'abilitazione a immettere energia, anche se l'impianto l'ha installato qualcun altro.

  • Attività dal 1980
  • SOA OG 9 per impianti di energia
  • Anche su impianti di altri
  • 1980l'anno in cui abbiamo iniziato
  • +1.500installazioni realizzate
  • 20anni sulle rinnovabili
  • 3sedi tra Lamezia e Sant'Onofrio
Il punto

Un impianto non connesso è un investimento fermo

Ogni settimana che passa tra la fine dei lavori e l'attivazione è energia che non produci e bolletta che continui a pagare. La differenza tra un allaccio che fila liscio e uno che si trascina per mesi si decide quasi sempre prima di premere invio.

  • Procedura sbagliata. La via semplificata copre solo gli impianti che rispettano requisiti precisi. Sceglierla quando non si può significa buttare via le settimane già spese.
  • Dati di targa che non tornano. Se potenza dichiarata, moduli e inverter non coincidono con quanto installato davvero, l'istruttoria si ferma e riparte.
  • Passaggi dimenticati dopo l'allaccio. Connettere l'impianto non basta: senza le registrazioni successive l'energia immessa non viene valorizzata.
  • Ditta sparita. Capita spesso: chi ha montato l'impianto non risponde più e il proprietario resta con una pratica a metà e nessuno a cui chiedere.
Cosa facciamo

Dalla verifica dei documenti all'energia che va in rete

Ci prendiamo tutta la parte amministrativa e tecnica dell'allaccio. Tu ci dai i documenti dell'impianto e la firma sul mandato, al resto pensiamo noi.

  • Verifica di fattibilità e scelta della procedura corretta
  • Preparazione degli allegati tecnici e dello schema elettrico
  • Domanda di connessione al gestore di rete competente
  • Registrazione dell'impianto negli archivi nazionali di produzione
  • Attivazione del meccanismo di valorizzazione dell'energia immessa
  • Risposta alle richieste di integrazione fino alla chiusura dell'iter
Schemi tecnici di un impianto sul tavolo di lavoro
Le due strade

Procedura semplificata o iter ordinario: come si sceglie

Non è una preferenza, è una condizione tecnica. Ecco cosa cambia davvero tra le due, senza girarci intorno.

 Procedura semplificataIter ordinario
Quando si può usareImpianti di piccola taglia che rispettano i requisiti previsti, su edificio esistente e senza modifiche al punto di prelievoIn tutti gli altri casi: potenze maggiori, situazioni particolari, interventi sulla fornitura
Come funzionaUna domanda unica che vale anche come comunicazione verso il ComunePrima si chiede il preventivo di connessione, lo si accetta, poi partono i lavori di rete
Tempi indicativiIntorno ai 30 giorniPreventivo entro 20 giorni lavorativi, connessione mediamente in 60 giorni
Costi verso il gestoreDell'ordine di 30 € più IVA per le taglie fino a 6 kWIndicativamente da 122 a 300 € secondo potenza e tipo di intervento
Con vincoli paesaggisticiNon applicabile senza le autorizzazioni preventiveSi allunga, anche fino a 90 giorni

Valori indicativi aggiornati a luglio 2026: variano secondo potenza, zona e tipo di utenza. Sono importi dovuti al gestore di rete, non il costo del nostro servizio, e nessuno di questi numeri costituisce un preventivo.

Come procediamo

Quattro passaggi, con un referente che risponde

  • Guardiamo le carte

    Potenza, moduli, inverter, tipo di utenza, presenza di vincoli. In questa fase salta fuori quasi sempre qualcosa che andava sistemato prima di presentare la domanda.

  • Prepariamo il mandato

    La domanda la firma il titolare dell'impianto. Ti diciamo esattamente cosa serve, senza mandarti avanti e indietro a cercare documenti.

  • Presentiamo e seguiamo

    Inoltro al gestore di rete, gestione delle richieste di integrazione, controllo dello stato. Se qualcosa si blocca lo sai da noi.

  • Chiudiamo il cerchio

    Abilitazione all'immissione in rete e attivazione della valorizzazione dell'energia prodotta. Da lì l'impianto lavora davvero.

Hai un impianto finito e fermo?

Raccontaci a che punto sei: ti diciamo cosa manca e quanto ci vuole per arrivare all'attivazione.

Perché a noi

Chi compila i moduli senza aver mai montato un impianto si ferma alla prima domanda tecnica

È il momento in cui si vede la differenza. Quando il gestore di rete chiede un'integrazione su uno schema o su un dato di targa, serve qualcuno che sappia rispondere nel merito. Dal 1980 costruiamo impianti, da circa vent'anni lavoriamo sulle rinnovabili: le pratiche sono l'ultimo pezzo di un mestiere che facciamo per intero.

  • ISO 9001Qualità, RINA n° 22972/11/S
  • ISO 45001Sicurezza sul lavoro
  • ISO 14001Gestione ambientale
  • F-GasGas fluorurati
  • SOAAttestazione n. 7775/46/01
  • OG 9 classifica II per impianti di produzione di energia elettrica, fino a 516.000 euro.
  • Gestiamo pratiche anche per imprese installatrici, con un portale dedicato.
  • Se serve un intervento sull'impianto per renderlo conforme, lo facciamo noi: progettiamo e installiamo da sempre.
  • Vuoi capire prima come funziona l'iter? L'abbiamo spiegato passo passo in questo approfondimento.
Domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso

L'impianto l'ha montato un'altra ditta: potete gestire lo stesso la pratica?

Sì, ed è una buona parte del lavoro che facciamo. Servono la documentazione tecnica dell'impianto e l'autorizzazione scritta di chi ne è intestatario. Prima di presentare la domanda verifichiamo che i dati dichiarati corrispondano a quanto è stato davvero installato: è lì che si annidano i problemi che poi bloccano l'istruttoria.

Quanto tempo passa prima che l'impianto vada in rete?

Con la procedura semplificata si resta intorno al mese. Con l'iter ordinario si va mediamente sui due mesi, che diventano tre quando ci sono vincoli paesaggistici o passaggi comunali. Sono tempi che dipendono dal gestore di rete e dalle amministrazioni: nessuno può garantirli, ma una domanda presentata bene evita di allungarli inutilmente.

Posso usare l'energia prodotta prima dell'allaccio?

No. Fino all'abilitazione l'impianto non può immettere in rete, e va tenuto disconnesso. Chi si collega prima rischia contestazioni serie da parte del distributore, oltre a un problema di sicurezza per chi lavora sulla linea.

Che differenza c'è tra allacciare l'impianto e attivare la valorizzazione dell'energia?

Sono due passaggi distinti e vanno fatti entrambi. Il primo collega fisicamente l'impianto alla rete, il secondo stabilisce come viene remunerata o compensata l'energia che immetti. Fermarsi al primo significa produrre e regalare l'eccedenza.

Lavorate solo in Calabria?

Le pratiche si presentano per via telematica, quindi le seguiamo ovunque. Per gli interventi che richiedono la presenza sull'impianto operiamo in Calabria, Lazio, Basilicata e nella provincia di Catania con le nostre squadre.

Quanto costa il vostro servizio?

Dipende dalla taglia dell'impianto, dalla procedura applicabile e da quanta documentazione esiste già. Gli importi indicati in questa pagina sono quelli dovuti al gestore di rete, non il nostro compenso. Dopo una prima verifica ti diamo un preventivo chiaro, prima di iniziare.

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