Wallbox in condominio: delibera, art. 1122-bis e contributo fino a 8.000 euro

Le richieste arrivano quasi sempre allo stesso modo. Un condomino compra un’auto elettrica, chiede all’amministratore se può mettere la colonnina nel box, e la questione finisce all’ordine del giorno della prossima assemblea, magari in primavera. Con il contributo 2026 quel ritmo non funziona più, perché i lavori vanno conclusi entro il 31 dicembre.

Questa guida è pensata per amministratori e consiglieri di condominio. Spiega cosa dice la normativa sulle wallbox in condominio, quando basta una comunicazione e quando serve una delibera, e come stare nei tempi del contributo, che per le parti comuni arriva fino a 8.000 euro.

Il box del singolo e le parti comuni sono due casi diversi

Il primo caso è il condomino che vuole installare la wallbox a proprie spese nel suo box o nel suo posto auto. L’articolo 1122-bis del codice civile gli riconosce questo diritto, con l’obbligo di darne comunicazione all’amministratore. Non deve chiedere un permesso all’assemblea.

Nella pratica, però, il cavo deve arrivare dal locale contatori al box, e spesso attraversa corridoi, rampe o pareti comuni. Conviene condividere il percorso con l’amministratore prima di iniziare, così nessuno trova sorprese a lavori fatti.

Il secondo caso riguarda le parti comuni, cioè colonnine installate nel cortile o nell’autorimessa condominiale e utilizzabili dai condòmini. Qui decide l’assemblea, con una delibera. La distinzione conta anche per il contributo, perché cambia chi lo chiede e quanto vale.

Chi chiede il contributo e quanto vale

Condominio con palme e parcheggio al tramonto
Foto di Nishat Samadzai su Unsplash

Se la wallbox è del singolo, nel suo box, il beneficiario è lui come persona fisica residente in Italia. Il contributo è l’80% della spesa al netto dell’IVA, fino a un massimo di 1.500 euro, e la wallbox deve restare a uso esclusivamente privato, non accessibile al pubblico.

Se l’intervento riguarda le parti comuni, il beneficiario è il condominio. La percentuale è la stessa, 80% della spesa senza IVA, ma il tetto sale a 8.000 euro. Su una spesa di 10.000 euro più IVA, per esempio, il contributo arriva proprio a 8.000 euro.

In entrambi i casi è un contributo a fondo perduto, versato in un’unica soluzione a lavori fatti. Non si somma ad altre agevolazioni sulla stessa spesa, comprese quelle fiscali.

La delibera per le parti comuni

Per installare colonnine sulle parti comuni serve una delibera dell’assemblea. Nella domanda il condominio deve allegarla insieme alla dichiarazione di mancata impugnazione prevista dall’articolo 1137 del codice civile.

È questo il punto che allunga i tempi. Una delibera può essere impugnata entro 30 giorni, e solo trascorso quel termine si può dichiarare che l’impugnazione non c’è stata. Ai giorni che servono per convocare l’assemblea si sommano quindi almeno quattro settimane prima di avere in mano tutti i documenti.

Il consiglio pratico è mettere a verbale tutto ciò che servirà dopo. Numero e posizione delle colonnine, preventivo approvato, ripartizione della spesa, chi segue la domanda. Una delibera vaga costringe a tornare in assemblea, e a dicembre il tempo per farlo non c’è.

I tempi, ovvero perché ottobre è già tardi

Ricarica di un'auto elettrica in un garage con più wallbox a parete
Foto di smart-me AG su Unsplash

Facciamo il conto a ritroso. I lavori vanno completati entro il 31 dicembre 2026. La domanda va presentata entro le 12:00 del 31 gennaio 2027, con delibera e dichiarazione di mancata impugnazione già disponibili. Se l’assemblea si riunisce a fine ottobre, i 30 giorni scadono a fine novembre e dicembre resta per la posa.

Dopo la delibera si può anche partire con i lavori, ma molti consigli preferiscono attendere la scadenza dei 30 giorni prima di firmare l’ordine. È una scelta prudente, che va però messa in calendario. Con un’assemblea convocata a dicembre il margine sparisce del tutto.

C’è poi la questione dei fondi. Per il 2026 ci sono 15 milioni di euro per tutta Italia, e le domande sono esaminate in ordine di arrivo fino a esaurimento. Un condominio che arriva a fine gennaio si mette in coda, dietro a tutti i privati che hanno installato in autunno.

Chi firma la domanda

Per il condominio la domanda la presenta l’amministratore, solo online sulla piattaforma Invitalia con SPID, CIE o CNS. Servono il codice fiscale del condominio, il documento d’identità dell’amministratore, la delibera e la dichiarazione di mancata impugnazione, oltre a fatture elettroniche XML, estratti conto, dichiarazione di conformità, IBAN e una PEC valida.

Nei condomini fino a otto condòmini la domanda può essere firmata anche da un condomino delegato. I pagamenti devono partire da un conto intestato al beneficiario, quindi al condominio, con bonifico, addebito SEPA o carta. Niente contanti né rate. La preparazione dei file è spiegata nella guida su come fare domanda su Invitalia.

Il nodo della potenza elettrica

In un condominio la questione tecnica viene prima di quella burocratica. Una wallbox nel box del singolo si collega di solito al contatore del suo appartamento, con una linea che parte dal locale contatori. Le colonnine sulle parti comuni, invece, si alimentano dall’utenza condominiale o da un nuovo punto di prelievo dedicato.

La connessione alla rete con un nuovo POD rientra tra le spese ammesse dal contributo. È spesso la soluzione più pulita quando le colonnine sono più di una, perché tiene separati i consumi e non sottrae potenza a luci scale, cancelli e ascensore. Con più ricariche contemporanee serve poi un sistema di gestione del carico, che distribuisce la potenza disponibile tra le auto collegate. Anche i dispositivi di monitoraggio e gestione sono tra le spese ammesse.

Autorimessa, consumi e uso futuro

Ogni autorimessa ha le sue condizioni. Se è soggetta ai controlli di prevenzione incendi, il progetto va valutato anche sotto quel profilo con un tecnico abilitato, prima di portarlo in assemblea.

C’è poi la ripartizione. Una colonnina comune funziona se è chiaro chi la usa e come si pagano i consumi, con badge o app per riconoscere l’utente e una regola scritta nella delibera. L’energia e gli altri costi di esercizio restano fuori dal contributo.

Molti condomini scelgono una via intermedia. Predispongono la linea principale e il quadro, e lasciano che ogni condomino installi la propria wallbox quando compra l’auto. Così il garage non diventa un cantiere ogni volta che arriva una macchina nuova.

Cosa portare in assemblea

Un amministratore che arriva in assemblea con i documenti giusti fa risparmiare settimane. Servono un preventivo dettagliato, una relazione tecnica con la potenza disponibile e la soluzione proposta, il modello di wallbox con la verifica nell’elenco GSE e una stima del contributo calcolata sull’imponibile.

Prepariamo preventivo e relazione tecnica da portare in assemblea. Trovi l’impostazione del servizio nella pagina sulle wallbox per il condominio, mentre requisiti e importi sono riassunti nella pagina sul bonus per le colonnine di ricarica. Le date chiave sono spiegate nell’articolo sulla scadenza del 31 dicembre.

Amministratori, sentiamoci adesso

Se amministri un condominio in Calabria e ci sono condòmini interessati, il momento per muoversi è questo. Un sopralluogo nel garage chiarisce potenza disponibile, percorsi dei cavi e costi, e ti dà i numeri per l’assemblea.

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