Bonus colonnine 2026: la wallbox va installata entro il 31 dicembre, non il 31 gennaio

Nei gruppi di chi guida elettrico e su parecchi siti circola una data sola, il 31 gennaio 2027. È corretta, ma riguarda la domanda, non i lavori. Per il bonus colonnine 2026 la scadenza che decide tutto arriva un mese prima, perché la wallbox deve essere installata entro il 31 dicembre 2026. Chi la monta il 10 gennaio, con lo sportello ancora aperto, resta fuori dall’annualità 2026.

Mettiamo in fila le date, vediamo cosa deve essere chiuso entro fine anno e come organizzarsi adesso, quando mancano meno di tre mesi.

Due date, due scadenze diverse

Il contributo nasce dal DPCM del 10 giugno 2026. Le regole operative stanno nel decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 4 agosto 2026, le date dello sportello in quello dell’11 settembre. Da questi testi escono due scadenze che vanno tenute ben separate.

La prima è il 31 dicembre 2026, ultimo giorno utile per completare l’installazione. La seconda è il 31 gennaio 2027 alle 12:00, quando chiude lo sportello Invitalia aperto alle 12:00 del 22 settembre. Il mese che sta in mezzo serve a raccogliere i documenti e a inviare la domanda, non a finire i lavori.

In breve, a gennaio si compila. Non si installa.

Cosa deve essere finito entro il 31 dicembre

Auto elettrica collegata alla wallbox in un garage di casa
Foto di Zaptec su Unsplash

L’installazione deve risultare completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Vuol dire wallbox posata, collegata alla sua linea e funzionante, con la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008 che l’installatore rilascia a fine lavoro e che servirà per la domanda.

Conviene chiudere entro dicembre anche fatture e pagamenti, così a gennaio resta solo la parte online. I pagamenti devono essere tracciabili, cioè bonifico, addebito SEPA o carta, e partire da un conto intestato a chi chiederà il contributo. Contanti, rate e finanziamenti non sono ammessi.

Un dettaglio che sfugge spesso riguarda le fatture. La prima non può avere una data anteriore al 26 giugno 2026, quindi un acconto fatturato in primavera per bloccare il prezzo della wallbox non rispetta il requisito.

Perché non conviene arrivare a dicembre

Per il 2026 ci sono 15 milioni di euro, 10 avanzati dal 2025 e 5 stanziati per quest’anno, da cui va tolta una quota fino al 3,5% destinata alla gestione di Invitalia. Le domande vengono esaminate in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse.

Il precedente non invita ad aspettare. Nel 2024 i fondi del bonus colonnine finirono prima della chiusura dello sportello, e chi era arrivato tardi rimase senza contributo.

C’è poi un aspetto pratico che pochi considerano. La domanda si presenta a lavori fatti, con fatture e dichiarazione di conformità già in mano. Chi installa a ottobre può inviarla a novembre, chi installa il 30 dicembre la invia a gennaio, dietro a tutti gli altri. In una graduatoria che segue l’ordine di arrivo, qualche settimana di anticipo vale più di qualsiasi altra accortezza.

Se installi nel 2027 cosa succede

Wallbox a parete con un'auto elettrica in ricarica nel cortile
Foto di Evnex Ltd su Unsplash

Non perdi la possibilità di un contributo, ma cambi annualità. Una wallbox installata a gennaio 2027 ricade nello sportello 2027, separato da quello in corso, e le sue date andranno verificate quando saranno pubblicate. Che lo sportello 2026 resti aperto fino al 31 gennaio non sposta nulla, perché conta la data di fine lavori.

Nel 2027 cambia anche un requisito tecnico. Quest’anno la wallbox deve rispettare la delibera ARERA 541/2020 e comparire nell’elenco del GSE vigente alla data della domanda; dal 2027 è prevista invece un’attestazione dell’installatore.

Quanto alle installazioni già fatte, chi ha montato la wallbox prima del 26 giugno 2026 resta fuori. Non è prevista alcuna retroattività.

Un calendario a ritroso da qui a fine anno

Partendo dal 31 dicembre e risalendo, le tappe sono sempre quelle. L’ultima è la posa, con le verifiche finali e la dichiarazione di conformità. Prima c’è l’ordine della wallbox, che deve essere un modello dell’elenco GSE e deve essere disponibile. Con le richieste di installazione cresciute del 273% a settembre su base annua, secondo i dati ProntoPro riportati da Sky TG24 il 2 ottobre, non è il caso di dare per scontate le consegne dei modelli più richiesti.

Ancora prima viene il sopralluogo. Serve a capire se il contatore regge la ricarica, dove passa la linea e quanto dista il quadro dal posto auto. Se occorre un nuovo punto di prelievo, cioè un nuovo POD richiesto al gestore di rete, la pratica va avviata subito perché ha tempi suoi. La connessione con un nuovo POD rientra tra le spese ammesse.

In condominio la strada è più lunga. Per le parti comuni serve una delibera dell’assemblea, e la domanda richiede anche la dichiarazione di mancata impugnazione. Abbiamo raccolto i passaggi nella pagina sulle wallbox in condominio.

Le date da segnare sul calendario

Il 26 giugno 2026 si è aperto il periodo valido per l’installazione e per la prima fattura. Il 22 settembre 2026, alle 12:00, ha aperto lo sportello Invitalia. Il 31 dicembre 2026 è l’ultimo giorno per completare la posa della wallbox. Il 31 gennaio 2027, alle 12:00, chiude lo sportello, sempre che i fondi non finiscano prima.

Quattro date, una sola davvero rigida per chi deve ancora installare. Ed è quella di dicembre.

Gli errori di calendario che vediamo più spesso

Il più comune è confondere le due scadenze e fissare la posa a gennaio, convinti di avere tempo fino al 31. Il secondo è comprare online una wallbox in offerta senza controllare che sia nell’elenco GSE. Lo si scopre a lavori finiti, quando a fine dicembre non c’è più margine per sostituirla.

Il terzo è più sottile. C’è chi aspetta la consegna dell’auto nuova per scegliere la colonnina, e intanto il calendario corre. Il ragionamento è comprensibile, ma basta chiedere al concessionario la potenza di ricarica in corrente alternata del modello ordinato per dimensionare la wallbox già adesso.

Chi presenta la domanda e con quali documenti

La domanda la presenta il beneficiario, non l’installatore, solo online sulla piattaforma Invitalia con SPID, CIE o CNS. Servono una PEC valida, l’IBAN, le fatture elettroniche in formato XML scaricate dal portale dell’Agenzia delle Entrate, gli estratti conto con i pagamenti e la dichiarazione di conformità. Ogni beneficiario presenta una sola domanda.

Il contributo è l’80% della spesa al netto dell’IVA, fino a 1.500 euro per una persona fisica e 8.000 euro per un condominio, versato in un’unica soluzione. Su 1.000 euro più IVA, per esempio, il contributo è di 800 euro. Requisiti, spese ammesse e calcolatore sono nella nostra pagina sul bonus colonnine domestiche 2026.

Installare entro dicembre: organizziamoci adesso

Se vuoi la wallbox con il contributo 2026, la decisione va presa in queste settimane. Seguiamo il sopralluogo, la scelta di un modello dell’elenco GSE, l’installazione della wallbox con la dichiarazione di conformità e i documenti tecnici che ti servono per la domanda, in tutta la Calabria.

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