Tra i requisiti del contributo 2026 ce n’è uno che riguarda direttamente il prodotto, ed è quello che fa più danni quando viene ignorato. La wallbox deve comparire nell’elenco del GSE. Non basta che l’annuncio del negozio online la descriva come “compatibile” o “a norma”. Il modello esatto deve essere nell’elenco vigente il giorno in cui presenti la domanda.
Vediamo cos’è l’elenco wallbox del GSE, come si legge e cosa controllare prima di comprare, per non scoprire il problema a lavori finiti.
Cos’è l’elenco e a cosa serve
Il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, pubblica un elenco di dispositivi di ricarica per uso domestico. Per il bonus colonnine 2026 la wallbox deve rispettare i requisiti dell’articolo 4 della delibera ARERA 541/2020 e comparire in questo elenco. In pratica l’elenco fa da filtro, e chi compra non deve interpretare da solo schede tecniche e certificati.
L’elenco viene aggiornato nel tempo. L’ultima revisione è del 21 settembre 2026, e per la domanda conta la versione in vigore alla data in cui la presenti. Un modello che oggi c’è, in teoria, potrebbe non esserci più tra qualche mese, e uno nuovo potrebbe entrare.
La regola vale solo per il 2026. Dal 2027 il requisito cambia e diventa un’attestazione dell’installatore.
Le due sezioni, GDC e NO GDC

L’elenco è diviso in due sezioni, indicate con le sigle GDC e NO GDC. Per il contributo 2026 vanno bene entrambe, perché il requisito è la presenza del modello nell’elenco, in una sezione o nell’altra.
Le due sezioni separano gruppi diversi di dispositivi, ma ai fini della domanda hanno lo stesso valore. Per chi deve scegliere la wallbox di casa, quindi, la domanda da farsi è una sola. Il mio modello, con quel codice preciso, c’è?
Se vuoi capire nel dettaglio in quale sezione si trova e perché, chiedi all’installatore di mostrarti la riga dell’elenco con il codice del dispositivo. È un controllo che si fa in pochi minuti, davanti al computer.
Come si cerca un modello
L’elenco si consulta sul sito del GSE, nella sezione dedicata alle agevolazioni per la ricarica dei veicoli elettrici, alla pagina dell’elenco dei dispositivi. I dispositivi sono indicati con produttore e modello, e la ricerca va fatta sul codice esatto, non sul nome commerciale.
È qui che si sbaglia più spesso. La stessa wallbox può esistere in più versioni, monofase o trifase, con o senza display, con cavo fisso o con presa, con lettore di tessere o senza. Ogni versione ha il suo codice, e non è detto che siano tutte in elenco. Il nome sul volantino non basta, serve la sigla riportata sulla targhetta e sulla scheda tecnica.
Un consiglio pratico. Il giorno in cui presenti la domanda, salva una copia della pagina o del file dell’elenco con il tuo modello evidenziato. Non è un documento richiesto, ma se dovesse servire un chiarimento avrai la prova di cosa c’era quel giorno.
Cosa controllare oltre all’elenco

L’elenco è una condizione necessaria, non l’unica. La wallbox deve essere nuova e installata in Italia, in un’area nella piena disponibilità di chi chiede il contributo, come il box di proprietà, il posto auto o il cortile di casa. Per i privati deve restare a uso esclusivamente privato, non accessibile al pubblico.
Deve poi essere installata da un’impresa abilitata, che a fine lavoro rilascia la dichiarazione di conformità secondo il DM 37/2008. Senza quel documento la domanda non si completa, anche con una wallbox perfettamente in elenco.
Gli acquisti online e i modelli in offerta
Molte richieste che riceviamo partono da un acquisto già fatto, una wallbox comprata online, spesso in offerta, da far montare. A volte va tutto bene. Altre volte il modello è una versione importata con un codice diverso da quello in elenco, oppure è un reso o un ricondizionato, che non è più una wallbox nuova.
Prima di comprare conviene far verificare il codice. Se la wallbox è già a casa, la verifica va fatta prima della posa, perché scoprire il problema a lavoro finito significa pagare l’installazione senza contributo.
Anche i prezzi molto bassi meritano attenzione. Una wallbox è un apparecchio che lavora per ore a corrente elevata, notte dopo notte, e la differenza tra un prodotto serio e uno improvvisato si vede negli anni, su contatti, morsetti e protezioni.
Monofase o trifase, con o senza app
Nell’elenco ci sono modelli monofase e trifase. La scelta dipende dal contratto di fornitura della casa e dall’auto. La maggior parte delle abitazioni ha un’utenza monofase, e una wallbox monofase da 7,4 kW è il punto di partenza più comune, spesso regolata a potenze più basse per non far scattare il contatore.
Le funzioni smart, come app, programmazione oraria e gestione del carico, fanno differenza nell’uso quotidiano. La gestione del carico, in particolare, modula la ricarica in base agli altri consumi di casa ed evita i distacchi quando forno e lavatrice partono insieme. I dispositivi di monitoraggio e gestione rientrano tra le spese ammesse.
Chi deve fare la verifica
La domanda è del beneficiario, che la presenta con le proprie credenziali, e la responsabilità di ciò che dichiara resta sua. In pratica, però, la verifica del modello conviene farla fare all’installatore prima dell’ordine, perché conosce i codici dei produttori che tratta e sa leggere le varianti.
Quando proponiamo una wallbox per il contributo partiamo solo da modelli presenti nell’elenco GSE, monofase o trifase, e controlliamo il codice della variante che installeremo davvero. È un passaggio breve che evita l’errore più costoso.
Le altre regole da tenere d’occhio
L’elenco è solo uno dei requisiti. L’installazione va completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026, i pagamenti devono essere tracciabili e partire da un conto intestato al beneficiario, e il contributo, pari all’80% della spesa senza IVA fino a 1.500 euro, non si somma ad altre agevolazioni sulla stessa spesa.
Abbiamo raccolto gli errori sui pagamenti nell’articolo sul bonifico parlante e i pagamenti ammessi, e i documenti nella guida alla domanda su Invitalia. Il quadro completo è nella pagina sul bonus colonnine.
Verifichiamo il tuo modello
Se hai già una wallbox in mente, o già in garage, mandaci marca e codice. Ti diciamo se è nell’elenco e, con un sopralluogo, se è adatta al tuo impianto. Se devi ancora sceglierla, ti proponiamo i modelli in elenco più adatti alla tua casa e ci occupiamo dell’installazione, con i documenti tecnici per la domanda.
Im.El.Tel. S.r.l. ha la sede operativa in Viale San Bruno 5 a Lamezia Terme (CZ), con punti vendita in Corso Nicotera 15/A a Lamezia Terme e in Via A. De Gasperi 4 a Sant’Onofrio (VV). Per informazioni chiama lo 0968 438268, lo 0968 359072 o lo 0968 1950970, scrivi a commerciale@imeltelgroup.it oppure compila il modulo nella pagina contatti.



