Pompa di calore: come funziona e quando conviene davvero

La pompa di calore ha un merito che la rende quasi controintuitiva: non brucia niente. Non produce calore da un combustibile, lo sposta. Preleva energia termica dall’aria esterna — che c’è sempre, anche d’inverno — e la porta dentro casa, usando l’elettricità solo per far girare il ciclo. È lo stesso principio del frigorifero, ma al contrario.

Questo cambia i conti in modo netto. Per ogni kilowattora di elettricità consumata, una pompa di calore ne restituisce mediamente da 3 a 5 di calore. Nessuna caldaia potrà mai superare l’energia contenuta nel gas che brucia. Da qui nasce il vantaggio, ma anche la condizione: la pompa di calore va installata bene e sull’edificio giusto per esprimere questi numeri.

Il COP: il numero che spiega tutto

Unita esterna di una pompa di calore in giardino
Foto di alpha innotec su Unsplash

Il rendimento di una pompa di calore si misura con il COP, il rapporto tra calore reso ed energia elettrica assorbita. Un COP di 4 significa quattro unità di calore per una di elettricità. Nella realtà il valore cambia durante la stagione, e per questo si guarda lo SCOP, la media stagionale, che è il dato davvero significativo.

Il COP non è fisso: più è piccola la differenza di temperatura tra l’aria esterna e l’acqua dell’impianto, più il rendimento sale. Ecco perché la pompa di calore dà il meglio con terminali a bassa temperatura, come i pannelli radianti a pavimento o i ventilconvettori. Su vecchi radiatori dimensionati per 70 °C il rendimento cala, e va valutato caso per caso.

Aria-acqua, aria-aria, geotermica: quale scegliere

Le configurazioni non sono tutte uguali. L’aria-acqua preleva calore dall’aria e alimenta l’impianto idronico e l’acqua sanitaria: è la soluzione più versatile e diffusa. L’aria-aria riscalda e raffresca direttamente l’aria degli ambienti, come i climatizzatori a split. La geotermica sfrutta la temperatura stabile del sottosuolo e garantisce la sorgente più costante durante tutto l’anno, a fronte di un’installazione più impegnativa.

In Calabria il clima mite gioca a favore: le temperature invernali raramente scendono a valori estremi, e questo mantiene alto il rendimento delle pompe di calore aria-acqua per gran parte della stagione. È una delle ragioni per cui, dalle nostre parti, la sostituzione della caldaia con una pompa di calore ha numeri particolarmente interessanti.

Quando conviene sostituire la caldaia

Unita esterne di pompe di calore allineate
Foto di alpha innotec su Unsplash

La pompa di calore dà il massimo negli edifici ben isolati e con terminali a bassa temperatura. Se la casa disperde molto o ha solo radiatori vecchi, la convenienza va verificata: a volte si interviene prima sull’involucro, altre si opta per un sistema ibrido che affianca pompa di calore e caldaia, lasciando che ciascuna lavori quando è più efficiente.

Un aspetto che i clienti spesso sottovalutano è l’estate. La stessa pompa di calore che d’inverno riscalda, d’estate raffresca. Un unico impianto per entrambe le stagioni: è un vantaggio che pesa sulla convenienza complessiva molto più del solo confronto sui consumi invernali.

Fotovoltaico e pompa di calore: la coppia vincente

La pompa di calore consuma elettricità, il fotovoltaico la produce. L’abbinamento è naturale: usare l’energia del proprio tetto per alimentare il riscaldamento e il raffrescamento porta l’autoconsumo su livelli altissimi e riduce drasticamente la spesa. Sono impianti pensati per lavorare insieme, e vanno progettati insieme.

A questo si aggiungono gli incentivi. Interventi come l’installazione di una pompa di calore rientrano tra quelli agevolabili con il Conto Termico e con le detrazioni fiscali sull’efficientamento energetico: gli importi e le condizioni cambiano nel tempo, quindi vanno verificati al momento del progetto.

Il clima calabrese gioca a favore

Le prestazioni di una pompa di calore aria-acqua dipendono dalla temperatura esterna, e qui il territorio aiuta. Sulla fascia costiera e nelle città come Lamezia le temperature invernali restano miti per gran parte della stagione, e questo tiene alto lo SCOP, cioè il rendimento medio stagionale. Nelle zone interne e in quota, dove le notti fredde sono più frequenti, la valutazione va fatta con più attenzione, ma il bilancio resta quasi sempre positivo.

È un punto che facciamo sempre presente. La pompa di calore che al Nord fatica nelle giornate più rigide, in gran parte della Calabria lavora nelle condizioni per cui è progettata quasi tutto l’anno. Non è un dettaglio da poco quando si confrontano i sistemi di riscaldamento.

Terminali e temperatura di mandata

Il rendimento di una pompa di calore cresce quanto più bassa è la temperatura dell’acqua che deve produrre. Con un impianto a pavimento, che lavora a 30-35 °C, la macchina rende al massimo. Con i vecchi radiatori in ghisa, progettati per 70 °C, il rendimento cala e i vantaggi si assottigliano.

Questo non significa che nelle case con i termosifoni la pompa di calore sia esclusa. Spesso basta sostituire alcuni radiatori con modelli ventilati a bassa temperatura, o abbinare la pompa a un sistema ibrido. La valutazione va fatta caso per caso, guardando l’impianto esistente prima di promettere numeri.

Acqua calda sanitaria e integrazione col fotovoltaico

Una pompa di calore non riscalda solo gli ambienti: produce anche l’acqua calda sanitaria, sostituendo lo scaldabagno elettrico o la caldaia. E qui si apre l’accoppiata più interessante. Chi ha già un impianto fotovoltaico può alimentare la pompa con l’energia del proprio tetto, azzerando di fatto il costo del riscaldamento nelle ore di sole.

È la ragione per cui, sempre più spesso, fotovoltaico e pompa di calore vengono progettati insieme. Uno produce l’energia, l’altra la trasforma in calore e acqua calda. Il risultato è una casa che dipende molto meno dalla rete e dai combustibili fossili, con bollette che si riducono in modo tangibile.

Valutiamo insieme la soluzione giusta per casa tua

Prima di scegliere una pompa di calore serve capire com’è fatta la tua casa: isolamento, terminali, consumi, spazi. Solo così si dimensiona correttamente la macchina e si evitano sovradimensionamenti che costano di più e rendono di meno.

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